Immersioni in Sardegna
Ci troviamo nel nord ovest della Sardegna, precisamente ad Alghero, nelle acque dell’ Area Marina Protetta di Capo CacciaW – Isola Piana, meta fissa per gli appassionati di subacquea, ma soprattutto per chi non si accontenta della solita immersione in acque libere, ma vuole visitare le grotte subacquee.
In questa zona, infatti, pare ci sia la più alta concentrazione di grotte sommerse del Mediterraneo.
Noi andremo a visitare la “GROTTA DI AMPHITRITE”, nome che gli diedero i primi subacquei che la frequentavano, per dedicarla ad una divinità marina. Per l’appunto AMPHITRITE, nella mitologia greca, è una delle Nereidi. E’ la sposa di Poseidone e madre di Tritone.
Diversi anni dopo, nel 1969, gli stessi subacquei dedicarono una targa in marmo commemorativa a ENNIO FALCO e la posizionarono all’interno della grotta, e da allora viene identificata con questo nome. “GROTTA DI FALCO”
ENNIO FALCO: 1931 -1969
Campione italiano di pesca subacquea nel 1953, 1957 e 1958; insieme ad Alberto Novelli per due volte primatista mondiale di immersione profonda in apnea, 1951 con -35 metri e nel 1952 con – 41 metri, il 2 Agosto 1959, ancora insieme ad Alberto Novelli e in questa circostanza, anche con Cesare Olgiai, partecipava al record mondiale con ARA (Autorespiratore ad Aria) immergendosi ad oltre -131 metri di profondità.
Tra i primi cercatori di oro rosso (Corallo rosso) in Sardegna, scoprì la famosa e magnifica GROTTA, l’unico esempio in tutti i mari italiani dove si possono trovare in grande quantità colonie di corallo rosso vivente già dai -4 metri di profondità.
L’11 Maggio 1969, a soli 38 anni, cadde vittima di quel mare che aveva tanto amato.
ANDIAMO A VISITARLA:
Alghero mese di Luglio, temperatura esterna 36°, assenza di vento. Stefano, Federico ed io decidiamo di andare a fare un’ immersione, non una classica immersione, andremo a visitare una delle più belle grotte sommerse del Mediterraneo: “GROTTA DI FALCO”. Prepariamo l’attrezzatura e il gommone e puntiamo la prua in direzione ovest, verso l’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana. Pochi minuti di navigazione e arriviamo sul posto.
Dopo un breve briefing entriamo in acqua e visto la bassa profondità dell’immersione, max -15 metri, abbiamo stimato di rimanere almeno 50 minuti, aria permettendo. Scendiamo lungo la cima dell’ancora e arrivati sul fondo, ci dirigiamo verso la grotta che presenta due ampi ingressi subacquei, notiamo subito che tutte le pareti sono magnificamente rivestite di stupende e coloratissime incrostazioni di ogni genere, tra cui si stagliano notevoli presenze di colonie di corallo rosso(Corallium rubrum), incredibilmente già ad una profondità di circa -4 metri, che praticamente rivestono gran parte dei suoi soffitti. Le spugne di vario tipo sono presenti in gran numero. Non mancano neanche i pesci, saraghi, orate , murene , e con un po’ di fortuna anche dentici. Immancabili le galatee (piccoli crostacei), che con i loro movimenti a scatti, timidamente si nascondono quando le illumini con la torcia. Sospettose cernie abitano nelle molteplici aperture della grotta, una in particolare sembra ci voglia far notare che stiamo “invadendo” il suo territorio, come darle torto. Subito dopo ecco spuntare le antenne delle aragoste, che emozione ci troviamo a soli -6 metri di profondità!
Passato un po’ di tempo ad ammirare le bellezze della grotta, tra il blu intenso di un’ arcata che dà verso l’esterno, un branco di saraghi fasciati sembra fare da sipario ad un’apertura sul soffitto. Date le dimensioni di questo sifone decidiamo di entrare in fila indiana, e veniamo accolti da un grosso grongo, che sembra lì quasi a fare da guardiano. Dopo qualche metro emergiamo in un laghetto interno, ci liberiamo del jacket e delle pinne e torcia in pugno proseguiamo a piedi. Ci appare subito la targa in marmo dedicata al grande Ennio Falco, poi seguendo un sentiero di circa 50 metri non facciamo altro che ammirare bellissime stalattiti e stalagmiti anche di notevoli dimensioni. Foto di rito e poi nuovamente in acqua, giù per il sifone. Usciti dalla grotta ci appostiamo dietro una roccia e rimaniamo ad osservare alcuni barracuda impegnati a cacciare, ma il manometro ci indica, purtroppo, che è tempo di rientrare.
Soddisfatti ed entusiasti della bella immersione, pensiamo a pianificare la prossima, magari nella famosa Grotta di Nereo, la più grande del Mediterraneo.
Gian Maria
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senza dubbio tra le immersioni top di tutta italia.