Blog personale di Stefano Caioli

Vero o Falso?

La FIAT nel mese di Luglio licenzia tre operai colpevolizzandoli di aver bloccato la linea produttiva durante una protesta.
Per quasi due mesi sono rimasto convinto che tre rappresentanti sindacali hanno compiuto un reato nei confronti della fabbrica, quasi portato a criminalizzare il gesto hard di protesta.
A questo punto come si poteva criticare la povera FIAT che licenziava i tre nel pieno rispetto del contratto, un contratto pesantemente contestato ma ora impugnato.
Da poche ore emerge una ben diversa verità, il Giudice del Lavoro, conclude che i tre non hanno bloccato nessuna produzione, non hanno commesso nessun reato e che il loro comportamento non tradiva nessun diritto a manifestare, di fatto, la fabbrica FIAT deve riammettere al posto di Lavoro i tre dipendenti.
La Fiat ha agito immediatamente nello stile proprio di quest’ ultimo management, neanche pensa a dare importanza alla sentenza che riammette i tre operai ma ancora una volta impugna quello che rimane del contratto, interpreta le norme e comunica ai tre di non presentarsi al lavoro come il giudice ha stabilito ma di aspettare a casa la paga.
Quanto stona nella mia testa di appassionato di auto questa vicenda, mentre leggo che le case automobilistiche tedesche sono protagoniste della ripresa nazionale, noto facilmente che le Volkswagen le BMW le Audi, le Mercedes, la ex italiana Lamborghini, le Porsche sono automobili belline mi chiedo di chi sia il merito, se del governo Tedesco, o meglio di una classe dirigente di ferro che non perde tempo con le richieste dei Dipendenti.
Non escludo che i dipendenti delle case automobilistiche tedesche siano meno inclini alla protesta, ma se i dipendenti FIAT fossero trattati, economicamente in primis, come i loro colleghi tedeschi, probabilmente vedremo più entusiasmo.
Basta, non ci credo e non ci ho mai creduto che se la FIAT non vende la colpa è dell’Operaio che non accetta la revisione del contratto o stringe male il bullone, la verità è sotto l’occhio del MERCATO.

Stefano Caioli

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